RIVALUTAZIONE TFR MATURATO

La rivalutazione del TFR deve essere effettuata al 31/12 di ogni anno, oppure all’atto della cessazione del rapporto di lavoro. Nel caso in cui la cessazione del rapporto di lavoro dovesse avvenire durante l’anno è necessario rivalutare solo il TFR maturato fino al 31/12 dell’anno precedente.

Ai fini del TFR, le frazioni di mese uguali o superiori ai 15 gg si computano come mese intero, quindi se un dipendente cessa il proprio rapporto di lavoro in data antecedente il 16 del mese, occorre prendere come riferimento l’indice del mese precedente la cessazione.

Il tasso di rivalutazione del TFR maturato per gli anni pregressi abbiamo visto essere composto da una parte fissa stabilita dal C.C. pari al 1,5% (riproporzionabile in dodicesimi su base annua)e da una parte variabile comunicata mensilmente dall’ISTAT, composta dal 75% dell’aumento dei prezzi al consumo per le famiglie degli impiegati e degli operai rispetto al 31/12 dell’anno precedente. 

Quindi riassumendo:

le quote accantonate annualmente devono essere rivalutate, e sommate al netto delle relative tassazioni alla quota annua maturata nell’anno in corso al quale devono essere dedotte le eventuali anticipazioni erogate nel corso dell’attività lavorativa e le eventuali quote di TFR  destinate alla previdenza complementare.

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